Due cose mi preme sottolineare al termine di questa lunga, faticosa ed entusiasmante campagna elettorale. La prima è tarantini andate a votare. Affollate le urne, partecipate, esprimete le vostre preferenze e siate fieri di farlo. Lo dico da convinto democratico, da difensore delle istituzioni repubblicane, al netto delle critiche sul loro funzionamento non sempre impeccabile e non sempre in sintonia con le esigenze dei cittadini.

Vi esorto a votare anche per scombinare le tresche, per sconfiggere le conventicole, per annacquare il consenso costruito a tavolino. Se in tanti andremo a votare la città darà il senso di una comunità attenta, che sceglie e che vuole far sentire la sua voce. Se ci sarà una forte astensione, qualsiasi Consiglio comunale, qualsiasi Sindaco, saranno più deboli.

Votare, dunque, in piena libertà rifuggendo dalle lusinghe e dalle promesse, scegliendo con consapevolezza. La campagna elettorale dovrebbe servire proprio a questo: ad acquisire cognizione dei programmi, dei progetti, delle idee, a conoscere i candidati. Noi lo abbiamo fatto con tutti gli strumenti a nostra disposizione. Abbiamo organizzato incontri, promosso dibattiti. Ci siamo confrontati con la gente, l’abbiamo ascoltata e incoraggiata. Abbiamo illustrato i nostri progetti e la nostra idea di città. Un percorso frenetico ma che ci ha fatto conoscere meglio Taranto e la sua fantastica popolazione.

Ed è proprio a tutti i tarantini che dico grazie. Grazie di far parte di una comunità che per quanto bistrattata e lacerata, nel profondo è una comunità generosa, orgogliosa, che sa ritrovarsi nei momenti difficili. Purtroppo da anni attraversiamo crisi e contrasti profondi. La vivibilità è peggiorata: rifiuti per strada a tutte le ore, animali e insetti di ogni tipo passeggiano indisturbati. Mancanza di regole e abusivi completano la desolante eredità lasciata dall’amministrazione comunale uscente. Siamo stanchi di tutto questo, vogliamo un città decorosa, con le strade ripulite dall’immondizia, senza animali e insetti. Una città senza abusivi che soffocano il commercio regolare, con trasporti efficienti, ben illuminata e  più sicura.

Da anni questa città tenta di lasciarsi alle spalle un modello di sviluppo obsoleto che ha devastato il territorio e compromesso la salute di operai e cittadini. Non vogliamo fabbriche che producono “malattie e morte”; vogliamo una città bonificata, rigenerata, che punti sulle sue risorse e sulle sue enormi vocazioni territoriali. Non vogliamo disoccupati e cassintegrati; vogliamo lavoratori entusiasti, giovani preparati, università che funzionano.

I nostri non sono auspici. Abbiamo progetti pronti e canali di finanziamento già individuati.     Siamo pronti a far partire subito la macchina amministrativa ed a recuperare il tempo perduto.

Abbiamo la competenza, il cuore e il coraggio per cambiare la città con la vostra fiducia e il vostro consenso. Viva Taranto!”