«Così non si può più andare avanti. Mi prenderò carico di questa situazione e farò di tutto per risolverla», così Pino Lessa già Direttore ACI ed ora candidato nella corsa a primo cittadino di Taranto.

«Il problema – afferma Lessa – è la situazione logistica ed organizzativa del Palazzo di giustizia di Via Marche. La soppressione delle sezioni distaccate dei Tribunali (Martina, Manduria, Grottaglie Ginosa) avvenuta con decreto legislativo del 2012 (n.155), ha concentrato tutto il contenzioso presso il Palazzo di Giustizia di via Marche. E’ chiaro che allo stato la situazione è divenuta davvero insostenibile in quanto non solo gli spazi interni dello stabile sono insufficienti ad accogliere il flusso di persone che, quotidianamente, frequenta il Tribunale ma, anche gli spazi esterni adibiti a parcheggio sono veramente limitati. Si è creata una situazione al limite della vivibilità anche per i residenti della zona.

Per quanto concerne la situazione esterna, va sottolineata l’estrema difficoltà delle oltre 4000 persone tra Avvocati, Dottori e di tutti coloro che a vario titolo (CTU, Ausiliari dei Giudici ed Utenti) devono raggiungere da tutta la provincia il Tribunale di Taranto, per consentire il normale svolgimento dell’attività giudiziaria. La Soluzione – propone Lessa – potrebbe essere il Rilancio di una vecchia idea, mai abbandonata, dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, oggi, sposata indistintamente da tutti i Dirigenti degli Uffici Giudiziari (Presidenza della Sezione distaccata di Corte d’Appello, Presidenza del Tribunale, Avvocato Generale dello Stato, Procuratore della Repubblica, Dirigenti di tutte le Cancellerie) che comporta il trasferimento di tutti gli Uffici del Penale presso i locali, oggi in stato di abbandono, della vecchia sezione di Corte d’Appello, in Via Cannata; trasferimento che sarebbe reso peraltro possibile da risorse esistenti per l’edilizia giudiziaria sul territorio presso il Ministero. I vantaggi di questa operazione sarebbero diversi in quanto il palazzo di Giustizia sarebbe decongestionato dall’attuale eccessivo carico di lavoro e le aree di sosta aumenterebbero a vantaggio non solo dell’utenza, ma anche di coloro che frequentano il Tribunale per motivi di lavoro. Per non parlare dei cittadini del quartiere che, oggi, vivono uno stato di disagio a causa dell’eccesivo numero di persone che frequentano la zona del Tribunale.

Senza considerare – conclude Lessa – che si comincerebbe ad attuare quel progetto che prevede l’avvicinamento alle periferie nella condivisione di spazi e servizi.»