Se vince il Si il numero dei senatori passa da 315 a 100, ovvero 74 consiglieri regionali, 21 sindaci, 5 senatori nominati dal capo dello Stato per 7 anni.

Il nuovo Senato non avrà più il potere di dare o togliere la fiducia al governo, che sarà una prerogativa della Camera. Il Senato avrà però la possibilità di esprimere proposte di modifica anche sulle leggi che esulano dalle sue competenze. Sulle leggi che concernono i poteri delle Regioni e degli enti locali, il Senato conserva maggiori poteri. Il Senato potrà votare anche la legge di bilancio: le proposte di modifica vanno consegnate entro 15 giorni e comunque l’ultima parola spetta alla Camera. Per quanto riguarda l’Elezione del Presidente della Repubblica: cambia il quorum, serviranno i due terzi per i primi scrutini; poi i tre quinti; dal settimo scrutinio saranno necessari i tre quinti dei votanti. L’aspetto più rilevante è però la fine del ping pong parlamentare: l’approvazione delle leggi sarà quasi sempre prerogativa della Camera, con il risultato che l’iter sarà molto più rapido.

Un video del Corriere spiega in due minuti e mezzo come cambierà la Costituzione in caso di vittoria del SI al Referendum del 4 dicembre 2016: